SINTESI

Il piede piatto nell’adulto  è un piede gravemente pronato, che sembra “cedere ” sulla sua parte interna, con conseguente aumento su questo lato della sporgenza del malleolo tibiale e dell’astragalo.

Può trattarsi dell’evoluzione di un piede piatto del bambino non trattato in età infantile e che, per la concomitanza di fattori degenerativi che si instaurano nell’età media, diventa sintomatico e ingravescente.

Quali sono le cause?

Le cause del piede piatto nell’adulto sono da attribuirsi sia ad una situazione scheletrica, morfologica del piede, già presente in età infantile e nell’adolescenza, che al sovrapporsi di un’ingravescente insufficienza muscolare del tendine tibiale posteriore, che conduce ad una instabilità dell’articolazione sottoastragalica.

Il piede piatto è un disturbo tipico di donne in età media, quindi in menopausa e con eccesso di peso.

Il fattore ormonale, unitamente a quello meccanico del sovrappeso, comporta una progressiva degenerazione del tendine tibiale posteriore, che è il maggior baluardo al cedimento della volta plantare.

Il piede piatto del bambino non sempre evolve in un piede piatto dell’adulto sintomatico, con necessità di trattamento chirurgico.

 

Quali sono i sintomi del piede piatto nell’adulto?

Quando è sintomatico, il piede piatto si manifesta nell’adulto con dolore e affaticabilità in corrispondenza del margine interno del piede, tumefazione e deformità del profilo scheletrico, sempre più convesso e sporgente sulla parte interna.

A questo corrisponde un‘infiammazione delle strutture articolari e tendinee corrispondenti, che può arrivare fino alla degenerazione e rottura del tendine tibiale posteriore.

Il patologico assetto dell’articolazione sottoastragalica, sempre più pronata, porta parallelamente all’instaurarsi di un’artrosi di questa articolazione con grave dolore al carico (stazione eretta e deambulazione), spesso confuso come un dolore di caviglia.

 

 
DIAGNOSI

È necessaria una visita specialistica ortopedica che deve avvalersi di una radiografia del piede eseguita sotto carico (RX – Radiografia segmenti scheletrici sotto carico), TAC (TAC osteoarticolare) o RM del tarso (RM muscolo scheletrica), per valutare lo stato artrosico delle articolazioni interessate o del grado di degenerazione o infiammazione del tendine tibiale posteriore.

 

TRATTAMENTO

Il trattamento del piede piatto nell’adulto va riservato ai piedi piatti sintomatici, dolorosi o con deficit funzionali.

Il trattamento può essere conservativo, con plantari volti alla correzione della pronazione, nei casi iniziali o quando, per le condizioni del paziente, non sia possibile sottoporlo a trattamento chirurgico.

Diversamente, il trattamento chirurgico dovrà essere mirato al ripristino dell’asse corretto del retropiede.

A tal fine, a seconda dell’età del paziente e dalla presenza o meno di manifesta artrosi a carico della sottoastragalica e delle articolazioni del tarso, si potrà optare per una meno invasiva osteotomia di calcagno, associata ad una plastica articolare con rimessa in tensione dei legamenti e delle capsule del lato interno del piede e del tibiale posteriore, oppure ad un radicale blocco (artrodesi) dell’articolazione sottoastragalica sull’asse fisiologico del retropiede.

 

MEDICI

Per maggiori informazioni consulta l’attività clinica e i medici del Centro di Chirurgia del Piede di Humanitas Mater Domini.