Il piede piatto nell’adultoCos’è?

Il piede piatto nell’adulto può essere causato dall’evoluzione del piede piatto del bambino non trattato in età infantile e che, per la concomitanza di fattori degenerativi che si instaurano con l’età, diventa sintomatico e ingravescente. Il piede piatto nell’adulto si presenta con un piede gravemente pronato che sembra “cedere” sul lato interno. Nel piede piatto quindi si assiste a un aumento della sporgenza del malleolo tibiale e dell’astragalo sul lato interno. Il piede piatto del bambino non sempre evolve in un piede piatto sintomatico dell’adulto con necessità di trattamento chirurgico.

Chi è più a rischio di piede piatto?

Il piede piatto è un disturbo tipico di donne in età media, quindi in menopausa e con eccesso di peso. Il fattore ormonale insieme a quello meccanico del sovrappeso comporta una progressiva degenerazione del tendine tibiale posteriore che ha la funzione di proteggere il piede dal cedimento della volta plantare.

Quali sono le cause?

Le cause del piede piatto nell’adulto sono da attribuirsi a varie cause:

  1. una situazione scheletrica e morfologica del piede già presente in età infantile e nell’adolescenza
  2. sovrapporsi di un’ingravescente insufficienza muscolare del tendine tibiale posteriore che conduce ad una instabilità dell’articolazione sottoastragalica

Quali sono i sintomi del piede piatto nell’adulto?

Quando è sintomatico, il piede piatto si manifesta nell’adulto con dolore e affaticabilità in corrispondenza del margine interno del piede, tumefazione e deformità del profilo scheletrico che diventa sempre più convesso e sporgente sulla parte interna. A questo corrisponde un‘infiammazione delle strutture articolari e tendinee corrispondenti che può arrivare fino alla degenerazione e rottura del tendine tibiale posteriore. Il risultato è un piede sempre più pronato che induce artrosi di questa articolazione con grave dolore, spesso confuso come dolore di caviglia, che si presenta quando si sta in piedi o si cammina.

Diagnosi

È necessaria una visita specialistica ortopedica e di esami diagnostici per valutare lo stato artrosico delle articolazioni interessate o del grado di degenerazione o infiammazione del tendine tibiale posteriore:

  • radiografia del piede eseguita sotto carico (RX – Radiografia segmenti scheletrici sotto carico)
  • TAC (TAC osteoarticolare) o RM del tarso (RM muscolo scheletrica)

Trattamento conservativo

Il trattamento del piede piatto nell’adulto va riservato ai piedi piatti sintomatici, dolorosi o con deficit funzionali. Nei casi iniziali o quando, per le condizioni del paziente, non sia possibile il trattamento chirurgico, il trattamento del piede piatto può essere conservativo, con plantari volti alla correzione della pronazione,.

Trattamento chirurgico

È mirato al ripristino dell’asse corretto del retropiede. A tal fine, a seconda dell’età del paziente e dalla presenza o meno di manifesta artrosi a carico della sottoastragalica e delle articolazioni del tarso, si potrà optare per:

  • osteotomia mini-invasiva di calcagno associata a plastica articolare con rimessa in tensione dei legamenti e delle capsule del lato interno del piede e del tibiale posteriore
  • radicale blocco (artrodesi) dell’articolazione sottoastragalica sull’asse fisiologico del retropiede.

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