Chirurgia Percutanea mini – invasiva dell’avampiede

La chirurgia percutanea, metodica operatoria che ha permesso di rivoluzionare i protocolli di trattamento delle più comuni deformità dell’avampiede, nasce negli anni ’90 negli Stati Uniti, dove è indicata con l’acronimo M.I.S. (Mini Invasive Surgery), ad opera di Stephan Isham, fondatore della Academy of Ambulatory Foot and Ankle Surgery. Successivamente, la chirurgia percutanea si è diffusa anche in Europa, arricchendosi del contributo scientifico dello spagnolo Mariano De Prado. Perché la chirurgia percutanea inizi a diffondersi anche in Italia bisogna attendere il 1999, quando il Dott. Andrea Bianchi iniziò a operare secondo tale metodica, generando intorno a sé una vera e propria scuola di entusiasti: molti degli specializzando che hanno potuto osservare direttamente gli interventi eseguiti e i risultati clinici conseguiti all’applicazione di tale metodica sono stati in seguito in grado di apprenderne i rudimenti contribuendo a perfezionarla e diffonderla ulteriormente.

TECNICA INNOVATIVA:

  • RAPIDA (solo 20 minuti di intevento)
  • INDOLORE
  • SENZA FERITE CHIRURGICHE (nessuna cicatrice!)
  • SENZA MEZZI DI SINTESI (niente chiodi o viti!) E SENZA IMMOBILIZZAZIONE
  • RECUPERO IMMEDIATO (si può camminare dal giorno stesso dell’intervento!)
Prima Dopo Prima Dopo

L’unico modo per risolvere definitivamente la problematica dell’alluce valgo e le deformità ad esso associate consiste nell’esecuzione di un intervento di chirurgia percutanea dell’avampiede, che permette di ottenere un risultato stabile e invariato nel tempo, in quanto l’alluce valgo trattato chirurgicamente non può e non deve recidivare.

Trattamento chirurgico percutaneo

L’intervento in chirurgia percutanea per la cura dell’alluce valgo è tecnica operatoria di recente impiego e per ora non molto diffusa.

Quali sono i vantaggi dell’intervento con chirurgia percutanea?

È presto detto: l’intervento con chirurgia percutanea per il trattamento dell’alluce valgo è caratterizzato dall’assenza di incisioni chirurgiche (approccio strettamente percutaneo significa infatti che non vengono effettuate incisioni, ma il chirurgo opera attraverso piccolissimi forellini), e dunque di vistose cicatrici post-operatorie, e da tempi di esecuzione estremamente ridotti. Tali condizioni rendono praticamente nulla l’invasività dell’intervento che in questo modo riscuote largo consenso da parte dei pazienti.

La chirurgia percutanea è una tecnica operatoria estremamente versatile, che trova applicazione nel trattamento delle principali deformità dell’avampiede: dall’alluce valgo alle dita a martello, dalla metatarsalgia da sovraccarico con callosità plantari alle ipermetrie metatarsali, dal quinto dito varo a lussazioni, deviazioni laterali o sovrapposizioni delle dita, la chirurgia percutanea può essere risolutiva in un’ampia serie di problematiche che interessano l’avampiede.

Infatti la tecnica di trattamento, finalizzata al ripristino del corretto asse scheletrico dell’alluce e delle dita, prevede l’esecuzione di sezioni ossee (osteotomie) e sezioni delle strutture capsulari e legamentose retratte, come nella chirurgia tradizionale. L’aspetto rivoluzionario e vantaggioso della tecnica è da individuarsi precisamente nelle modalità di esecuzione e nella strategia operatoria: durante l’operazione di chirurgia percutanea per il trattamento dell’alluce valgo e/o di eventuali deformità ad esso correlate, isottilissimi strumenti chirurgici impiegati vengono introdotti nella cute tramite minuscoli forellini e senza bisogno di eseguire incisioni cutanee.


Per garantire la correttezza delle manovre eseguite e il giusto orientamento delle linee osteotomiche, l’intervento è eseguito sotto controllo radioscopico.


La chirurgia percutanea permette così di conservare l’integrità delle parti molli e di rendere le fratture intrinsecamente stabili grazie al corretto orientamento delle linee di taglio: la chirurgia percutanea rende superfluo eseguire stabilizzazioni con mezzi di sintesi, come chiodi e viti. La correzione è infatti mantenuta da un semplice bendaggio, che rende possibile deambulare già il giorno stesso dell’intervento. Grazie al carico libero e alla possibilità di deambulazione immediata,  il piede riesce a ritrovare velocemente e spontaneamente il suo assetto più naturale.

I vantaggi della chirurgia percutanea applicata per il trattamento dell’alluce valgo includono innanzitutto tempi chirurgici e tempi di recupero ridottissimi e un post-operatorio scarsamente doloroso: l’intervento di chirurgia percutanea, praticato in anestesia locale, può infatti essere eseguito in Day Hospital.

La correzione effettuata con la tecnica della chirurgia percutanea prevede:



Asportazione mediante fresatura della esostosi mediale del 1° metatarso (comunemente chiamata “cipolla”), principale causa di borsite e arrossamento.



Sezione esterna della capsula articolare, legamenti e tendite abduttore dell’alluce che, retratti e in tensione, determinano l’inclinazione laterale del dito.







Sezione ossea (osteotomia) del collo del 1° metatarso, secondo una linea del tutto sovrapponibile a quella praticata nella tecnica mini-invasiva di Bosch, ma eseguita con l’ausilio di una sottilissima fresa. È possibile, quando necessario, associare l’asportazione di un cuneo osseo interno per correggere l’orientamento della superficie articolare metatarsale.











Spostamento manuale (traslazione) della testa del 1° metatarso verso l’esterno. In tal modo l’alluce può “rimontare” in posizione corretta sulla superficie articolare del suo metatarso.


 








Eventuale osteotomia della falange basale dell’alluce con sottrazione di piccolo cuneo osseo (osteotomia di Akin) qualora fosse necessario anche correggere l’inclinazione della falange ungueale.

 



PRIMA DOPO PRIMA DOPO
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